
La Takadum Orchestra, nata nel 2007 da un’idea di Simone Pulvano, è attualmente diretta e coordinata in collaborazione con il percussionista Gabriele Gagliarini.
In origine, il progetto si presenta come ensemble composto da dieci percussionisti, che suonano strumenti della tradizione musicale nordafricana e vicino-orientale (darbuka, daf, riq, davul ecc.). Nel 2011, dopo l’uscita del primo disco interamente dedicato al mondo delle percussioni, l’orchestra amplia il proprio organico includendo violino, voce, chitarra, tromba e contrabbasso.
Nel marzo 2013 esce in tutti i negozi di dischi il nuovo album TakaDrom – Suoni al Confine, distribuito dalla Egea Music. Il disco, che include brani del folklore greco, albanese, italiano e di molte altre regioni del Mediterraneo, delinea un vero viaggio tra “suoni al confine”. Il repertorio tradizionale a cui si fa riferimento, infatti, trova la sua origine in un remoto passato, precedente alla costituzione dei confini degli stati moderni, e testimonia la continuità culturale tra i popoli, in seguito spesso negata da artificiali principi di identità nazionale. I brani tradizionali sono stati profondamente rivisitati e adattati al gusto e alle caratteristiche di un’orchestra di percussioni, che suona strumenti e ritmiche del Nord Africa e del Vicino Oriente. Gli arrangiamenti, in questo modo, vivono di una loro freschezza e originalità, frutto anche del continuo desiderio del gruppo di vivere sospesi tra amore per il folk e il desiderio di contaminazione. Non mancano alcune composizioni per sole percussioni, assolutamente originali, in cui ritmi e strumenti del mondo arabo coesistono e si fondono con quelli brasiliani e africani.
Nel maggio 2015 la Takadum Orchestra pubblica il nuovo lavoro discografico Addije, co-prodotto da O.A.S.I studio e Indi Edizioni e Produzioni musicali, distribuito da Egea Music. La formazione continua la sua ricerca tra i canti e le melodie del Mediterraneo, questa volta concentrando la propria attenzione sul tema della migrazione. I popoli nel corso dei secoli si sono sempre “spostati”, per motivi politici, economici, religiosi, spesso costretti e spinti dall’idea di un posto migliore in cui vivere. Tra mito, storia e fantasia, i brani raccolti rappresentano diversi aspetti di un’unica idea, quella del viaggio, per fuggire, per raggiungere o semplicemente per sognare. Il massiccio impianto ritmico-percussivo, cifra stilistica dell’orchestra, si presenta al gran completo arricchito dalla presenza del contrabbassista Bruno Zoia. Sul tessuto melodico-armonico, disegnato dal trombettista Gianpaolo Casella e dal chitarrista Alessandro Chimienti, spiccano le voci di Lavinia Mancusi e Valeria Villeggia, che da anni lavorano sul repertorio popolare delle diverse sponde del Mediterraneo.
FORMAZIONE
Lavinia Mancusi: voce, violino
Valeria Villeggia: voce, arpa
Alessandro Chimienti: chitarra
Gianpaolo Casella: tromba, voce
Bruno Zoia: contrabbasso
Simone Pulvano: darbuka, tamburello, sajat, riqq, daf
Gabriele Gagliarini: djembe, darbuka, tamburello, daf
Fabrizio Mastromartino: darbuka
Giovanni Squillacioti: darbuka, bendir, riqq
Emanuela Maccioni: doholla
Gaetano Schillaci: doholla
Jacopo Mohamed: darbuka
Lorenzo Feltoni Gurini: darbuka
Walid Cheikh: daf
Antonella Milano: davul
Segui la nostra pagina Facebook!
Clicca sulle immagini per ascoltare gli album: